Universe Generator: codice che rinasce dopo trent'anni
1996: Access Basic e dadi virtuali
C’è un pezzo di codice che mi porto dietro da trent’anni. Sì, trent’anni. Dal 1996. Era parte di un mio progetto personale legato ai giochi di ruolo, lo realizzai su Microsoft Access 2.0, preistoria. In Access Basic, il linguaggio di scripting che precedette VBA. Per l’epoca era una roba avanzatissima.
Il sistema consisteva in un generatore, semplice, di settori spaziali basato su tabelle di probabilità. Le tabelle le trovai su internet ed erano state pensate come ausilio per giochi di ruolo a tema spaziale. In pratica con l’uso di dadi da 6 e da 100 permetteva di creare sistemi stellari, le loro stelle e i loro pianeti. Era molto semplice, non c’erano molti dettagli (classe stellare, tipo di pianeta e diametro e numero di lune) e nessuna pretesa di realismo. A me bastava per far volare la fantasia nello spazio siderale.
Ops I did it again
Lo ammetto, ci ho un po’ preso gusto. Nell’album di Tony Loffa c’era una canzone in cui l’immaginario rapper flatulente nominava due altri personaggi: il suo rivale DJ Budello e il suo amore perduto Nuvola.
Non mi piace lasciare le cose in sospeso quindi ho immaginato che, in pieno stile rivalità trap/rap, DJ Budello facesse un pezzo dissing contro Tony. Ed è nato Aria Fritta
.
Ma non ero soddisfatto. Rimaneva un’altra cosa in sospeso: Nuvola. Possibile relegarla a ornamento di Tony? Una scema che gira, come dice Budello nel suo pezzo? No. Ingiusto e sessista. Anche per un personaggio immaginario.
Come To Code 2025: il piacere di una conferenza diversa
Quest’ultimo fine settimana sono stato al Come To Code a Pignola. È la quinta edizione di questa conferenza per (non solo) sviluppatori. Mi dichiaro colpevole vostro onore: non la conoscevo e avrei voluto conoscerla prima. Sono stati due giorni intensi, pieni di talk interessanti, ottimo cibo, musica e nuove conoscenze. Il Come To Code non è una conferenza verticale mirata ad una specifica tecnologia e metodologia, abbraccia tutto quello di cui si può parlare del nostro lavoro davvero a 360 gradi, talmente tanti talk in due giorni che è stato necessario dividerli in tre track tematici. Alcuni mi interessavano molto a livello tecnico o stimolavano la mia curiosità nerdosa ma ho deciso, almeno il primo giorno di seguire una strada alternativa: i talk della track 3 sul personal branding e human skills. È un argomento che ho trascurato per anni, sbagliando, ma che dovrebbe far parte del bagaglio di competenze di ogni sviluppatore. È anche una delle cose più difficili da fare, almeno per me. Parlare di sé, parlare dei propri interessi in modo che possa interessare, coinvolgere non sono cose che mi vengano spontanee, non sempre. Sembra, anche nella mia testa, un controsenso: mi piace stare tra la gente ma non mi piace la folla, mi piace discutere (anche animatamente) ma mi stressano i conflitti, mi piace essere notato ma mettermi in mostra mi dà disagio. Un casino insomma. La track 3 è stata, non dico illuminante ma molto interessante. Questi sono i talk che mi hanno interessato di più.
Developer's daemons
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I due demoni dello sviluppatore
Ogni sviluppatore convive con due demoni interiori.
E se cogliete il gioco di parole, siete probabilmente sviluppatori o almeno un po’ nerd: nei sistemi operativi i processi che lavorano silenziosi in background, invisibili ma indispensabili, si chiamano infatti daemon (o demoni in italiano).
Testare le GitHub Actions in locale con act
Chi usa GitHub prima o poi si scontra con i workflow. Di recente stiamo affrontando una sfida solo all’apparenza banale: migrare alcuni dei nostri repo su Github e implementare le actions necessarie alle necessità di CI/CD.
Di base sarebbe banale, in rete ci sono gazilioni di esempi, template, guide e perfino wizard che, in teoria, ti forniscono gli script già pronti.
Migrando uno degli ultimi repo però mi è successa una cosa particolare. Stavo usando per il workflow da eseguire sulle pull-request lo stesso script usato con successo in altri repo (sono tutti sistemi basati su Laravel). Questa volta però non andava, errori di connessione al db, test che fallivano in maniera inaspettata.
Come nasce un rapper fatto di gas: dietro le quinte di Tony Loffa
L’idea iniziale
Tutto è nato per caso, durante una serata in cui avremmo dovuto uscire tra amici. Uno di loro, per tirarsi fuori con una battuta, se ne uscì con:
“Non posso, devo andare al concerto di Tony Loffa.”
Quel nome — Tony Loffa — mi ha fulminato.
Non so spiegare bene cosa sia scattato, ma nel giro di pochi minuti il mio cervello aveva già dato forma al personaggio: un rapper assurdo, grottesco, con un’identità fortissima. Una parodia vivente, eppure dotata di coerenza interna, di un mondo suo.
Confronto tra ReadRune, ReadBytes, ReadString e ReadLine in Go
📚 Confronto metodi di bufio.Reader in Go
Introduzione
Recentemente sto studiando Go, linguaggio interessante e per me è un ritorno (ho iniziato a programmare col C) ad un tipo di programmazione profondamente diversa da quella che ho praticato negli ultimi anni specializzandomi su PHP/Laravel.
Una delle cose che mi interessano è come leggere e scrivere da uno stream quindi, con l’aiuto di una IA mi sono fatto un veloce riepilogo delle differenze tra alcuni metodi della libreria bufio.
Ciao mondo
Sono passati 21 anni dal mio primo blog, il mondo è cambiato, internet è cambiato e io anche.
It’s been 21 years since my first blog — the world has changed, the internet has changed, and so have I.