Quattro anni fa, il 10 Agosto 2016, usciva dopo numerosi ritardi quello che sembrava il più ambizioso videogioco a tema fantascientifico: No Man’s Sky.

Le premesse c’erano tutte: un universo immenso da esplorare, creature aliene da scoprire, combattimenti spaziali. Per universo immenso intento virtualmente infinito. Le 256 galassie che compongono il gioco racchiudono un totale di 18.446.744.073.709.551.616 pianeti, generati proceduralmente. Cosi come sono generate proceduralmente le creature che li abitano e le astronavi incontrate.

Con queste premesse e quel trailer è facile immaginare che l’attesa fosse alle stelle (scusate il gioco di parole). Per questo la delusione generale fu terribile.

Quello che uscì effettivamente era un gioco monco, privo della quasi totalità delle promesse fatte. La varietà dei pianeti e delle creature era quantomeno discutibile, il multiplayer mai annunciato ufficialmente ma neppure smentito era inesistente. Contribuiva ad uccidere il divertimento la inevitabile ripetitività: scansiona le creature, raccogli le risorse, crea il carburante e vai al prossimo pianeta.

La mia prima astronave La mia prima astronave

Il gioco fu stroncato. La maggior parte di quelli che lo avevano comprato smise di giocarci dopo pochi giorni. Un flop del genere avrebbe probabilmente portato lo studio responsabile alla chiusura ma invece è successa una cosa imprevista: ad un gruppo di giocatori il gioco piaceva, piaceva parecchio. Rovine Agosto 2016

È vero che non era il gioco che gli era stato promesso ma Sean Murray, l’ideatore del gioco, aveva promesso aggiornamenti gratuiti per anni. Contrariamente alle aspettative di molti quelle promesse vennero mantenute: piccoli aggiornamenti ogni pochi mesi e una nuova versione del gioco ogni anno.

Le cose aggiunte nel tempo sono andate anche oltre quello sarebbe stato lecito aspettarsi: un vero multiplayer, la possibilità di costruire base sui pianeti, di acquistare mega stronavi da trasporto come basi spaziali mobili, mezzi terrestri per esplorare i pianeti, più varietà di piante, animali e ambienti, anomalie spaziali, missioni e alcune storyline intriganti.

Si formarono communità di giocatori, la più attiva è su Reddit NoMansSkyTheGame e conta quasi mezzo milione di interlopers (come si chiamano tra loro). Nell’istante in cui fu possibile costrure basi fisse sui pianeti i giocatori cominciarono anche a costruire comunità nello spazio virtuale di NMS e ad associarsi in base agli interessi (esplorazione, classificazione di creature, raccolta di risorse, completamento di missioni).

Pochi giorni fa è stato rilasciato il terzo aggiornamento annuale e credo che ora si possa dire che No Man’s Sky è il gioco che era stato promesso e anche di più: la varietà di pianeti, creature, biomi è al di là di ogni aspettativa, l’universo procedurale sembra finalmente una cosa viva e grazie al crossplay i giocatori delle piattaforme supportate possono esplorare insieme questo immenso universo.

Il mio consiglio è: se non lo avete mai giocato dategli una possibilità o se siete uno di quelli delusi dalla sua prima incarnazione provate a reinstallarlo perché è a tutti gli effetti un altro gioco.


Poi se proprio non dovesse piacervi avreste comunque tra le mani un favoloso generatore di sfondi per il vostro desktop.