Una mattina strana
Era stata tutta una mattinata strana, a cominciare dal primo evento insolito, quando uscii nel cortile tenendomi rasente al muro per evitare l’acqua della signora Cantiani del terzo piano. Quella mattina però la signora Cantiani non stava innaffiando, che io ricordi in ventidue anni non era mai successo. Poi arrivai al portone e il portone non c’era più, qualche imbecille si doveva essere divertito a murarlo. E ancora più incredibile a imbiancarlo e sporcarlo per mimetizzare il lavoro col resto del muro.
Insomma ero chiuso dentro. Non potevo fare tardi il primo giorno del nuovo lavoro. Risalii le scale fino al primo piano e suonai al portiere. Il signor Walter si sarebbe di sicuro incazzato per quello scherzo ma forse aveva qualche attrezzo per sfondare il muro.
Il campanello suonò a vuoto, nessuno rispose.
Cominciai a sentirmi furioso, tirai fuori il cellulare. Ci avrebbero pensato i vigili del fuoco. Non c’era campo.
Risalii fino a terzo piano, a casa mia con l’intenzione di usare il telefono. Tirai fuori la chiave e provai ad infilarla nella serratura. Non entrava, quasi me lo aspettavo a quel punto.
Guardai meglio. La serratura non c’era, sembrava esserci, ma non era una serratura: era disegnata! In effetti tutta la porta sembrava disegnata. Controllai le porte degli altri due appartamenti del piano. Le porte erano disegnate sul muro. I campanelli erano veri, li sentivo suonare dall’altra parte del muro ma nessuno rispondeva.
Era una follia. Abbandonai la borsa e corsi su e giù nel palazzo controllando tutti i piani. Anche la porta che dava sul tetto non c’era più. Tornai in cortile. Respirando a malapena per la fatica della corsa cominciai a urlare, qualcuno doveva sentirmi, qualcuno si sarebbe affacciato prima o poi per vedere chi urlasse.
Urlai, non so per quanto tempo fino a quando il sole si alzò nel cortile illuminando le finestre dei piani alti che non mandarono riflessi. Come avrebbero potuto? Erano dipinte sul muro.
Era stata una mattinata strana ma non credo che il pomeriggio andrà meglio.